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PostHeaderIcon Possibili attività estive periodo Covid 19

La Scuola Portieri aveva già programmato il camp Estate a Reana ma momentaneamente il progetto è sospeso. Nonostante questo momento di stallo stiamo ideando delle attività destinate ai ragazzi durante il periodo estivo. Dobbiamo attendere ovviamente il via libera delle Istituzioni e le istruzioni precise da attuare per ottemperare a tutti i protocolli di sicurezza necessari. In questa ottica, ancora da definire sia nella tempistica sia nella modalità, vi chiediamo una manifestazione di interesse: questo per far sì che, in caso si potesse avviare l’attività, saremmo essere pronti con il numero di allenatori/animatori consono al numero di partecipanti. Scrivete una mail a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. con nome cognome, data di nascita del ragazzo e così non appena avremo tutte le informazioni in merito vi invieremo una comunicazione.

 

PostHeaderIcon Allenamenti on line

Gli Staff della Scuola Portieri e dell’Officina BioMeccanica hanno ideato un metodo per seguire gli atleti anche all’interno delle loro case. Si mettono a disposizione per creare allenamenti da poter svolgere nella propria abitazione sia da soli sia seguiti da un istruttore on line tramite Skype o altre piattaforme. Questi programmi possono essere personalizzati o creati per gruppi di lavoro. I lavori sono adatti a tutti gli sportivi (atleti e amatori) che non vogliono perdere la forma fisica. Quindi non solo Portieri.

 

#IoRestoACasa


Potete scrivere a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o telefonare al 335-7327617

(scarica pdf)

 

PostHeaderIcon Staff OfficinaBiomeccanica al lavoro

Lo staff dell'Officina BioMeccanica segue il recupero e la preparazione atletica di SIMONE DEL MESTRE anche in questo periodo in cui le attività sono sospese. #Iorestoacasa

 

PostHeaderIcon Non perdetevi questo pensiero di Matteo

Pubblichiamo questo bellissimo scritto del nostro allievo Matteo Le Grazie (2007).  #Iorestoacasa

Che cos’è la passione?
Non banale come domanda.
Provo a rispondere: questa parola a noi molto nota e familiare è per me un passatempo, un hobby che ci fa star bene quando lo facciamo, ci diverte ed è anche un luogo in cui la nostra testa può estraniarsi da ogni tensione, difficoltà, e sconforto morale.
La mia passione è il gioco del calcio, lo pratico da quando avevo solo cinque anni. Per me questo sport è libertà, fatica ed è anche molto maschilista. Ho iniziato come terzino nella scuola calcio del Tavagnacco. Iniziavo a provare le prime emozioni e le prime regole di quello che significa gioco di squadra ovvero rispettare i compagni e gli avversari, sacrificarsi per gli altri e di impegnarsi sempre per portare la squadra alla vittoria. Ma queste sono anche “semplici” regole di vita che impari e poi comprendi man mano che cresci.
Col passare degli anni sono passato alla squadra della Reanese dove tutt’ora gioco e mi alleno.
Col tempo ho capito che il ruolo del terzino non faceva per me per una semplice motivazione: non volevo correre.
Arrivò un torneo in cui mancava il portiere titolare e il mister mi chiese: “Vuoi andare tu in porta?“ E io risposi di sì ma ad una condizione: mi doveva mandare in porta con la fascia da capitano legata al braccio e ben salda. Questo era il compromesso per andare tra i pali visto che quel pezzetto di stoffa addosso non l’avevo mai provato.
Io andai in porta e da lì è iniziata una nuova avventura sotto i pali bianchi.
Il ruolo del portiere è molto impegnativo soprattutto dal punto di vista fisico, perciò della scelta che avevo fatto pensando di non far fatica avevo completamente sbagliato. Questo bizzarro e inusuale ruolo ti carica sulle spalle un sacco di responsabilità ma soprattutto se ci si allena frequentemente col passare del tempo i risultati si possono vedere! Parola del Legra. E le soddisfazioni non mancano!
Stando in porta mi sento libero da ogni cosa soprattutto quando indosso il mantello per volare, il momento in cui sono in aria tocco la palla quanto basta da mandarla fuori il mio compitino l’ho già fatto! Per fare il portiere ovviamente bisogna avere un paio di guanti ma io ne ho ben più di un paio. Sono un po’ malato per gli outfit e per gli abbinamenti tra scarpe, guanti e completino.
I miei guanti sono come i miei figli, li lavo, li pulisco e li tengo con molta cura così ogni domenica sono al massimo delle loro prestazioni.
Per me ogni paio di guanti ha un valore affettivo e mi ricorda un momento, una sensazione che ho provato e toccato con pelle letteralmente.
Inoltre penso che a tutti i portieri che se ne intendono, anche ai miei livelli,
manca qualche rotella perché chi ha il numero uno sulle spalle deve buttarsi tra i piedi dell’avversario ed in pochi hanno il coraggio di farlo: quindi il coraggio è un altro elemento fondamentale per questo ruolo.
Questa è la mia più grande passione che non mollerò mai, uno sport che diventa anche un maestro di vita!

 

PostHeaderIcon Calcio d'Estate 2020 a Reana

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